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Bulgaria, il Giro e un nuovo modo di raccontare
07 May 2026
Quest’anno il primo capitolo parte dalla Bulgaria. Sofia, Burgas, le prime riunioni operative, l’Ambasciata Italiana, la presentazione ufficiale delle squadre e quella sensazione che conosciamo bene: il momento esatto in cui capisci che il Giro sta davvero iniziando.
Ma questa volta, oltre alla corsa, c’è anche un altro inizio.
Per noi questi giorni rappresentano il primo passo di un nuovo modo di comunicare Mirror Media.
Meno “copertura evento”.
Più diario visivo.
Più atmosfera.
Più dettagli.
Più strada.
Perché il Giro non è solo quello che succede sulla strada o sopra un palco.
È il rumore di un aeroporto alle cinque del mattino.
È la cima di una montagna vista dall’oblò di un aereo.
È una bici illuminata dentro una sala storica.
Sono le persone che aspettano ore per vedere la presentazione delle squadre.
Sono gli occhi di chi vive questo sport da dentro, ogni giorno.
Ed è proprio lì che vogliamo stare.
Negli ultimi anni abbiamo raccontato il ciclismo vivendo dentro il suo ritmo: trasferimenti infiniti, editing notturni, partenze all’alba, pioggia, polvere, hotel, moto e migliaia di chilometri, mostrandovi però quasi sempre la parte più “pulita” di questo mondo.
Oggi sentiamo invece l’esigenza di fermarci un secondo in più su tutto quello che normalmente scorre troppo veloce.
Non solo documentare.
Ma costruire un immaginario.
La Bulgaria, per noi, è questo: il primo tassello di una nuova stagione narrativa.
Un racconto più personale, più cinematografico e più vicino al modo in cui viviamo davvero questi eventi.
Il Giro deve ancora partire.
Eppure, in qualche modo, è già iniziato.
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